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L’ISVAP, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni private, la settimana scorsa ha comunicato  le percentuali di aumento delle polizze nel 2011.
Secondo il presidente dell’Ania, Associazione Nazionale Imprese assicurative, Fabio Cerchiai, in media l’aumento nel 2011 è stato del 5,7%, mentre l’anno scorso è stato sotto il 5%, sono dati certi, ha sottolineato, poichè quello che pagano gli italiani è quello che incassano le compagnie assicurative’.
Secondo un successivo comunicato “gli aumenti di prezzo della RCA a partire dal 2010 si sono resi necessari per il forte deterioramento della gestione tecnica del ramo, visto che in due anni le compagnie nel complesso hanno perso più di un miliardo di euro.


Le cause sono da ricercarsi nel livello eccessivo dei costi dei risarcimenti che non si riesce a ridurre”.
Così Vittorio Verdone, responsabile settore auto dell’Ania, ha commentato i dati Isvap sull’aumento delle tariffe delle assicurazioni auto, sottolineando che i rincari effettivi sono stati non a due cifre, ma di circa il 5%. Sempre secondo il comunicato ANIA della settimana scorsa “I costi stentano a diminuire perchè manca l’esecuzione delle azioni più volte proposte e che vanno dal contrasto alle frodi al completamento della disciplina del danno alla persona, dalla revisione delle lesioni lievissime, che sono ipervalutate, alla riforma del bonus-malus e della procedura delle offerte di risarcimento, che prevede oggi tempi troppo stretti per approfondire i casi fraudolenti.
In ogni caso, prosegue,  per quanto riguarda l’andamento del prezzo, per le compagnie conta solo il prezzo effettivo e non i listini dei prezzi che sono del tutto teorici”. Verdone evidenzia infatti che esistendo una concorrenza, anche molto accesa tra impresa e impresa, esiste una flessibilità tariffaria che consente di ottenere sconti sul prezzo di listino.
In effetti la situazione è più complessa perchè in questo settore le tariffe cambiano da città a città e spesso ci si trova di fronte a due realtà : una concentrata nel regioni del Centro- Nord e una delle regioni del Sud Italia.
Nel Centro-Nord gli aumenti delle tariffe riportate dall’ISVAP sono abbastanza vicine alla realtà soprattutto se a questi aumenti si somma l’inflazione naturale circa + 3%. Nel Sud la politica della maggioranza delle Compagnie assicuratrici è quella di scoraggiare la fidelizzazione degli assicurati disdettanto le polizze con bassa tariffa bonus-malus, per mancati incidenti, per concedere poi un’iscrizione a tariffa maggiorata.
Tutto ciò senza tener conto che alcune compagnie tendono a ridurre la loro presenza sul territorio, complicando in questo modo la vita degli assicurati.
Fonte: assicurazioneblog
Secondo  Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania “La spesa media degli italiani per le polizze Rc auto in realtà è cresciuta del 4,5% nel 2010 e del 5% nei primi sei mesi del 2011″.
Questa è stata la risposta data al TG1, alle accuse che l’aumento delle polizze RCA sarebbe stata in alcuni casi e in alcune regioni del Sud, Campania in testa, anche del 36%.
I casi più eclatanti avvengono quando le stesse compagnie assicuratrici disdettano le polizze anche in non presenza di sinistri, rioffrendo ai clienti la stessa polizza a prezzi aumentati. Comportamento legale, ma che tuttavia lascia perplessi la maggioranza degli assicurati.


La ricetta del Presidente dell’Ania per far scendere i prezzi delle polizze è che occorre intervenire soprattutto nella ricerca di una nuova disciplina delle microinvalidità in linea con quella europea che non prevede riconoscimenti d’invalidità permanente per i piccoli colpi di frusta; una tabella per le invalidità gravi decisa dal legislatore su base di equità e unica su tutto il territorio nazionale; una revisione del sistema bonus malus ripristinando la disciplina in vigore prima delle leggi del 2007″.
Altro problema che incide sui costi delle polizze  è quello delle frodi, che rappresentano “mediamente il 3% dei sinistri dell’intero territorio nazionale con punte del 10%-12% in alcune regioni, come la Campania e le Puglie”. Per quanto attiene alle critiche dell’Antitrust sul mancato funzionamento dell’indennizzo diretto, Cerchiai ha rilevato che in realtà questo sistema ha “contribuito efficacemente a migliorare il servizio riducendo i tempi di liquidazione ed aumentando così la soddisfazione dell’assicurato danneggiato.
Minore impatto ha avuto, sul contenimento dei premi, dove comunque è servito ad eliminare spese legali improprie nella fase di liquidazione amichevole dei sinistri.
Fonte: assicurazioneblog
La GAP è creata per completare l’assicurazione principale del veicolo perché aiuta il cliente ad affrontare la spesa addizionale che sopraggiunge solitamente in caso di furto o danno totale.
Si paga una somma aggiuntiva che aiuta il cliente sia a saldare il contratto di finanziamento che ad acquistare un veicolo sostitutivo, qualora sia trascorso più di un anno dalla data di acquisto, perchè senza questa copertura non c’è modo che qualcuno paghi per voi per ottenere una vettura nuova di zecca.
Così si evita di rimanere senza auto e in parte con un debito in sospeso.
Si potrebbe ancora non avere i soldi per comprare un’altra macchina nuova di zecca – ma con questa copertura non si avrebbe almeno un debito intorno al collo.


Normalmente il creditore  ve la offre se avete acquistato una vettura su un prestito auto-correlato.
Si può ottenere stand-alone, anche se in un rapido giro su Google rivela che alcune aziende la offrono ad prezzo fisso di 200 €.
Il prodotto è presente in tre varianti:
1) Gap finanziaria: paga la differenza tra il debito residuo del finanziamento e il valore assicurato.
2) Gap index: paga una percentuale stabilita del valore di mercato del veicolo prima della perdita.
3) Gap “Return to invoice“: paga la differenza tra il prezzo di fattura e il valore assicurato.
I vantaggi per i Consumatori. 
L’acquisto dell’auto è un grande impegno finanziario per molti clienti, e quindi è giusto assicurarne la spesa. Questo prodotto dà al cliente la possibilità di liquidare il contratto di finanziamento o di acquistare un’auto sostitutiva simile in caso di danno totale.
I vantaggi per i Distributori.
Poichè i proprietari di autovetture sono sempre numerosi e alcune famiglie possiedono più veicoli, questo prodotto può essere di ampio interesse per il consumatore, specialmente in un periodo in cui le autovetture si deprezzano rapidamente.
Il proprietario di un veicolo (auto o moto), ha l’obbligo di assicurarsi per la responsabilità civile (RC auto) acquistando una polizza presso una compagnia di assicurazioni.
La responsabilità civile auto garantisce la copertura dei danni provocati a cose o persone quando si usa un veicolo. La copertura, è garantita anche quando chi guida l’auto è un soggetto diverso dal proprietario o da colui che ha stipulato la polizza assicurativa.
In caso di furto dell’auto però, la compagnia assicurativa non copre gli eventuali danni provocati da incidenti, per questo è importante sporgere immediatamente denuncia alla Polizia o ai Carabinieri.  La polizza di solito, prevede dei limiti al risarcimento (il massimale), dipendenti dall’ammontare dei danni arrecati a persone, cose e animali.
E’ consigliabile al momento di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile auto, verificare che la copertura assicurativa abbia un massimale alto (che per legge non può comunque essere più basso di € 5 milioni per i danni alle persone e di 1 milioni di € per i danni alle cose).
Le polizze possono prevedere anche altre garanzie oltre alla copertura dei danni provocati. Ad esempio, pagando un prezzo (o premio) più alto si possono avere garanzie anche per quanto riguarda il furto e l’incendio dell’auto, il rimborso delle spese legali, atti vandalici e danni da intemperie (es.: caduta di grandine). Inoltre, poiché l’assicurazione non copre i danni per il conducente che provoca un incidente, può essere stipulata una copertura specifica anche per i danni al conducente che si sia reso responsabile di aver provocato un incidente.
Il premio (o il prezzo) va pagato al momento della stipula del contratto, altrimenti la garanzia rimane sospesa fino alle ore 24 del giorno in cui si versa il premio. Alla scadenza della polizza, la copertura rimane in vigore per 15 giorni durante i quali l’assicurato deve pagare il premio dovuto. Il premio, a seconda del tipo di polizza assicurativa stipulata, può variare ad ogni rinnovo del contratto. Le tariffe previste per la stipula di polizze assicurative sono pubblicate su internet delle varie compagnie in modo tale che si può facilmente confrontare il premio richiesto e le garanzie applicate con le condizioni economiche praticate dalle altre compagnie assicurative.



L’assicurazione con franchigia. Alcune polizze assicurativa prevedono la “franchigia”, quando una parte del danno è a diretto carico dell’assicurato, ossia un importo che comunque l’assicurato è tenuto a pagare in caso di incidente o danneggiamento. Poiché l’importo della franchigia può variare da compagnia a compagnia è consigliabile valutare attentamente la convenienza di stipulare una polizza anziché un’altra. E’ opportuno precisare che in caso di incidente stradale, dove la colpa ricada sull’assicurato, sarà la compagnia a risarcire il danneggiato e solo successivamente richiederà l’importo della franchigia.
La disdetta della polizza. Di solito, le polizze assicurative prevedono nel contratto il tacito rinnovo ossia, il fatto che, senza che nulla sia comunicato tra assicurato e compagnia, la polizza si rinnova automaticamente. E’ importante sapere che non è obbligatorio per legge inviare la disdetta, sarà sufficiente non pagare il premio di rinnovo. Per tale ragione, le compagnie assicurative inviano a fine contratto “l’attestato di rischio”, il certificato che consente di fare un nuovo contratto con altre agenzie.
Assicurazione bonus-malus. Con questo termine si indica uno dei  meccanismi che regola i costi delle polizze assicurative auto e il costo del premio è quasi sempre diverso ad ogni rinnovo dell’assicurazione. Il sistema bonus-malus viene attuato dalla quasi totalità delle compagnie assicurative per le polizze auto, ed in pratica, consente a chi provoca meno incidenti di pagare un premio più basso, mentre chi causa incidenti paga un premio più alto. In sostanza, si premia, con un costo inferiore dell’assicurazione, la buona condotta dell’assicurato. La formula bonus-malus prevede 18 classi di merito. Se in una anno non si provocano incidenti si scende di una classe e si paga un premio più basso. Se invece si provoca un incidente si sale di due classi. Al momento di cambiare una compagnia assicurativa con un’altra, è importante farsi rilasciare un documento chiamato “attestato di rischio”. Questo documento contiene tutte le informazioni sul precedente contratto e sul numero di incidenti avuti dall’assicurato negli ultimi cinque anni. La presenza di questo documento consente all’assicurato di essere inserito nella classe di merito che gli spetta nel nuovo contratto assicurativo. Senza questo documento si viene inseriti nell’ultima classe.
Assicurazione temporanea e sospendibile.
Se il veicolo non è utilizzato spesso, oppure solo in alcuni periodi dell’anno, le compagnie assicurative consentono di stipulare polizze anche per periodi limitati di tempo. Il vantaggio consiste nel fatto che, tali polizze vanno incontro alla concrete esigenze di persone che non utilizzano il proprio veicolo con frequenza e che, rispetto al costo di una polizza annuale si ha un risparmio. Questo tipo di assicurazioni possono essere utilizzate, ad esempio, da chi utilizza il proprio veicolo solo alcuni giorni la settimana, oppure da chi utilizza la moto solo durante il periodo estivo.
La polizza temporanea non permette però, di maturare la classe di merito e, per il periodo in cui la si stipula, il costo è maggiore rispetto al costo di una polizza annuale. In alternativa alle assicurazioni temporanee, si può stipulare la polizza sospendibile.
La polizza sospendibile consente di bloccare il premio per i mesi in cui il veicolo non è utilizzato (quindi in questo periodo il prezzo dell’assicurazione non aumenterà). La sospensione della polizza va da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 12 mesi.  La copertura per la responsabilità di aver provocato incidenti stradali, quindi sarà sospesa nel periodo di inutilizzo del veicolo e riprenderà alla scadenza del periodo di sospensione. La durata della polizza, sospensione compresa, non può essere superiore ai due anni. Le assicurazioni sospendibili consentono inoltre di maturare la classe di merito.
Fonte: assicurazioneblog
Le problematiche del settore r.c.auto sono divenute di scottante attualità, in connessione con il forte aumento dei prezzi delle coperture. In questa ottica,  l’ISVAP ha avviato alla fine del mese di luglio una fase di confronto con il mercato, convocando l’associazione di categoria (ANIA) nonché i primi otto gruppi assicurativi nazionali operanti nel settore (che rappresentano circa l’80% in termini di raccolta premi), conclusasi nel mese di settembre. 


Nel mese di ottobre è stato avviato un analogo confronto con le otto associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative. Alla fine  l’Autorità ha elaborato una sintesi sfociata in un  pacchetto di proposte per contribuire a contenere il costo della r.c.auto nella misura del 15-18% e per realizzare un equilibrio tecnico del ramo nel medio periodo. 
Per ottenere tali risultati occorrono importanti politiche di potenziamento delle reti liquidative, più volte sollecitate da parte di questa Autorità. L’assicurazione r.c.auto (sono oltre 40 milioni i veicoli in circolazione) la pone, in ragione della sua obbligatorietà, al centro dell’attenzione dei diversi soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella ricerca di un punto di equilibrio che superi l’attuale critica situazione che si riscontra nella elevatezza dei premi praticati  per la  tutela del consumatore. 
La situazione di criticità  trova, almeno in parte, la sua ragione nella asimmetria che caratterizza il sistema: all’obbligo di assicurarsi che grava sul contraente si contrappone l’obbligo a contrarre, fissato ex lege, a carico delle compagnie di assicurazione, con la particolarità che il prezzo è stabilito dalle stesse imprese senza alcuna possibilità di “interventi calmieratori” per effetto della legislazione comunitaria del 1993 che, come noto, ha introdotto un regime liberalizzato, sottoposto alle regole del mercato e della libera concorrenza. Per far fronte ai momenti di maggiore tensioni sui prezzi, nel passato sono state adottate iniziative legislative, quali ad esempio il blocco delle tariffe r.c.auto, che hanno poi condotto alla condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia UE per violazione del citato principio di libertà tariffaria. Da un punto di vista normativo, iI settore è stato interessato negli ultimi anni da una serie di interventi volti a contenere i costi del sistema: dalla prevenzione della sinistralità (introduzione della patente a punti, revisione in senso più rigoroso del Codice della Strada), alla tabellazione delle c.d. micropermanenti (lesioni fino a 9 punti di invalidità permanente),  alla introduzione del sistema del risarcimento diretto. Queste disposizioni, al pari della successiva realizzazione, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, del Preventivatore r.c.auto, ad oggi unico servizio pubblico di preventivazione in ambito europeo, hanno inciso positivamente sulla mobilità dei consumatori, facilitandoli nella comparazione dei prezzi delle coperture. 
Le imprese hanno reagito azionando prevalentemente la leva degli aumenti tariffari, in particolare a partire dalla fine del 2009. Tale comportamento  a fatto si che, lo scorso giugno, nel corso della presentazione della Relazione Annuale sull’attività nel del 2009, l’Isvap ha denunciato il rischio che il ramo r.c.auto possa divenire un vero e proprio “tallone d’Achille” del sistema assicurativo nazionale, con effetti penalizzanti per i cittadini, evidenziando che:
• l’aumento dei premi non è la risposta corretta, ma solo la leva più immediata e a più rapido effetto in un mercato in cui il cittadino è obbligato ad assicurarsi;
• permangono diffuse carenze nella liquidazione dei sinistri da parte delle compagnie, in particolare nel meridione d’Italia.Nell’ultimo quinquennio la presenza degli uffici di liquidazione dei sinistri sul territorio è diminuita del 30%; il rapporto tra reclami e sinistri è peggiorato del 77%. si sta acuendo il fenomeno dell’evasione dell’obbligo assicurativo da parte dei cittadini, proprio per effetto dei premi elevati, talora insostenibili in alcune zone d’Italia.
Sono state, inoltre, evidenziate alcune significative criticità:
- nel 2009 il mercato ha ricevuto complessivamente circa 110.000 reclami con un incremento rispetto al 2008 (+15%) che segue quello, già considerevole, registrato nel 2007;
- in aumento anche i reclami pervenuti all’ISVAP nello stesso anno (oltre 32.000, +14% rispetto al 2008) che confermano il trend già riscontrato: la r.c.auto (75% del totale reclami) e in particolare la liquidazione dei sinistri (83%) è il settore maggiormente interessato;
- sempre nel 2009 l’ISVAP ha irrogato sanzioni per circa 60 milioni, dei quali circa 50 milioni (pari all’83,2% del totale) ascrivibili ad illeciti per violazione della normativa r.c.auto e ben 47 milioni riferibili in modo specifico a violazioni delle disposizioni in materia di liquidazione sinistri. Sotto il profilo dell’azione di vigilanza, l’Autorità ha proseguito le sue attività in maniera incisiva:
- dallo scorso mese di giugno ha avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie per sospetta elusione dell’obbligo a contrarre; dette imprese praticavano tariffe talmente elevate (con punte di 8.500 euro), soprattutto in alcune zone del Paese, da scoraggiare l’acquisto della copertura.
Inoltre l’Isvap ritiene necessario un intervento normativo per dare piena attuazione alla disciplina del danno alla persona (art.138 del Codice delle Assicurazioni) con riguardo alle c.d. macrolesioni (lesioni di non lieve entità che comportano dal 10 al 100% di invalidità permanente). 
L’introduzione delle tabelle relative alle valutazioni medico-legali e alla quantificazione economica non è riuscita, infatti, a contrastare appieno le finalità speculative e fraudolente, risultate particolarmente concentrate in alcune aree del Paese.
Sul sistema Bonus Malus che si fonda su un meccanismo di evoluzione delle classi di merito basato sostanzialmente su regole evolutive delineate nel 1993. Tale sistema, introdotto in un contesto normativo (regime di tariffa amministrata) ed economico (frequenza sinistri circa doppia rispetto all’attualità) non più attuale, è di fatto ancora in uso nel mercato, seppur con diverse varianti introdotte dalle imprese. In Italia tale sistema, dal punto di vista tecnico-attuariale, risente della concentrazione degli assicurati nelle prime fasce. 
Il parco veicoli assicurati “scivola” naturalmente ogni anno verso la prima classe, poiché la stragrande maggioranza degli assicurati (oltre il 92%) non causa sinistri.
Il fenomeno è destinato ad accentuarsi  e il rischio è che in meno di 20 anni si troverebbe con una concentrazione di oltre il 90% di assicurati nelle prime 3 classi e con un sostanziale ridimensionamento della differenza di premio tra assicurati in 1° classe e quelli in classe 14 (classe di ingresso). 
Il parametro “classe di merito”, in altre parole, che attesta la buona o cattiva condotta di guida dell’assicurato è destinato a perdere ogni significato ai fini della determinazione del profilo di rischio e, quindi, del premio, con effetti penalizzanti per gli assicurati virtuosi.
C’è un modo per risparmiare realmente sull’assicurazione auto? 
Sicuramente effettuare un confronto mirato tra le diverse possibilità offerte dal mercato è un buon punto di partenza per ridurre l’importo dovuto per l’rc auto.
Prima di tutto, bisognerebbe riuscire a delineare il proprio profilo utente in modo da avere ben chiare quelle che sono le esigenze irrinunciabili e sulle quali puntare.
Ad esempio, se si usa poco l’auto si può risparmiare sulla polizza rca scegliendo tra le assicurazioni cosiddette “a tempo”, ma esistono anche delle soluzioni a chilometraggio, o a franchigia.
Poi cercare di pagare l’importo in un’unica soluzione e non frazionato a tre o sei mesi, limitare se possibile la guida ai conducenti di età superiore ai 26 anni e nel caso si possiedano due o più veicoli assicurarli tutti con la stessa compagnia che ci applicherà uno sconto sui prezzi.




Un passato da automobilista immacolato renderà il prezzo della vostra polizza attraente, grazie alla classe di merito che vi sarete guadagnati con gli anni.
Inoltre è bene richiedere preventivi alle compagnie assicuratrici basate sul modello online e/o diretto.
Le compagnie dirette (ivi incluse quelle online) sono caratterizzate dal non avere una struttura di agenzie sul territorio.
I minori costi di struttura consentono a queste compagnie di operare con maggiore flessibilità sui premi di polizza da pagare. Le assicurazioni online consentono all’utente di ricevere il preventivo e stipulare la polizza direttamente su internet. Il vantaggio delle assicurazioni online è di poter richiedere rapidamente più preventivi a più compagnie assicuratrici, senza perdere tempo e senza doversi spostare da casa, scegliendo quello più vantaggioso per le proprie esigenze. Oltre al canale internet le compagnie di assicurazione dirette operano tramite telefono (sono anche conosciute come compagnie assicuratrici telefoniche).
Poi rivolgiti ai comparatori di assicurazioni così puoi rapidamente visualizzare molti preventivi.
Nel compilare i questionari poni attenzione ad alcuni aspetti:
Indica con precisione il numero di chilometri che percorri in un anno. Spesso il premio è più basso se guidi meno, quindi non indicare una percorrenza stimata eccessiva
Valuta se limitare l’uso della macchina ad altri conducenti. La “guida esclusiva” (in cui solo tu puoi guidare la tua auto) è in genere la più conveniente ma può rivelarsi troppo limitante. La “guida esperta” (quella in cui solo persone molto giovani o neopatentate non possono guidare) è in genere la scelta più saggia e consente un notevole risparmio
NON ESITARE A CAMBIARE
L’unica strada per risparmiare è cambiare Compagnia? Sappi che è un processo facile e veloce.
Se la tua polizza attuale non prevede il tacito rinnovo, non devi fare assolutamente nulla (salvo pagare la nuova Compagnia e inviarle i documenti richiesti). Se invece il tuo contratto attuale prevede il tacito rinnovo, ti sarà sufficiente dare disdetta con almeno 15 giorni di anticipo.
Il 1 marzo 2011 è stata pubblicata una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha deciso lo stop  ai premi differenziati tra sessi da parte delle assicurazioni: i premi e le prestazioni devono essere gli stessi sia per gli uomini che per le donne.
Il divieto definitivo scatterà a partire dal 21 dicembre 2012.
Una pronuncia che va a chiudere definitivamente gli spazi lasciati aperti da una direttiva europea, che se formalmente vietava già queste clausole in realtà aveva consentito un loro mantenimento tramite alcune deroghe. “Prendere in considerazione il sesso dell’assicurato come un fattore di rischio nei contratti costituisce una discriminazione”, hanno affermato i giudici comunitari. Rc auto ‘unisex’ quindi in Europa, su cui esprime una chiara delusione la Federazione europea delle compagnie assicuratrici, la Cea: “La decisione dei giudici di non riconoscere che il sesso rappresenta un legittimo fattore nella tariffazione dei contratti – recita un comunicato – è una brutta notizia per i clienti delle assicurazioni”.


Infatti l’industria del settore si richiamava alle statistiche secondo cui tra i giovani maschi si registra una percentuale di incidenti di auto nettamente superiore a quella delle donne conducenti, chiedendo che questo potesse riflettersi nei premi di assicurazione.
La sentenza pubblicata il 1° marzo, cancella qualsiasi  deroga alla regola generale introdotta con la direttiva 113 del 2004 che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso del cliente in materia di accesso a beni e servizi, nonchè alla loro fornitura.

tratto da Ansa.it
Le società di mutua assicurazione, riunite in seno al Gruppo  Mutuo compagnie di assicurazione (GEMA), hanno previsto un aumento dei premi auto tra il 1 e il 3%, secondo il presidente di GEMA, Gerard Andreck. Questo aumento è dovuto in gran parte all’aumento dei costi per le riparazioni dei danni materiali, che dovrebbero raggiungere il 3,5% nel 2010, secondo le stime basate su dati disponibili a fine giugno. Il costo di compensazione per i crediti da lesioni si dovrebbero mantenere sul livello  stabile.


Le società di mutua assicurazione rappresentano, in Francia, un mercato molto importante per l’assicurazione auto, con il core business che sono le polizze sulla casa. Anche in questo settore è previsto un aumento  ancora più pronunciato in materia di assicurazioni casa, riflettendo il crescente numero di eventi meteorologici, il diluvio tempesta del Xynthia Var attraverso tempeste di grandine,  nel Doubs.
Per il 2011, la GEMA si attende un aumento del 4-5%. ‘Si prevede che i premi di HRM, copertura  globale, stanno aumentando in modo significativo’, ha dichiarato Andreck in una conferenza stampa.
Oltre per le auto e gli alloggi, gli aumenti sono previsti per le polizze sanitarie,  ha aggiunto,il presidente della GEMA che ha tuttavia precisato che in quasi tutte le società di assicurazione, le decisioni sulle tariffe non sono state ancora prese.
Queste compagnie che sono ben rappresentate nel mercato francese, hanno anche molte filiali all’estero, Italia compresa. Le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori italiani, sono che sia per effetto di affiliazione delle compagnie italiane sia per effetto di emulazioni, i leggeri aumenti già verificatisi quest’anno in Italia, possano prendere la rincorsa.
LINEAR Assicurazioni è la compagnia di Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. specializzata nella vendita di prodotti auto attraverso un call center telefonico e tramite Internet.
Il GruppoUnipol Finanziario opera sul mercato assicurativo, bancario, del risparmio gestito e del merchant banking attraverso: UGF Assicurazioni, Linear Assicurazioni, UniSalute, Navale Assicurazioni, UGF Banca, UGF Merchant, BNL Vita.


Attiva dal 1996, la Compagnia ha l’obiettivo di offrire in modo diretto un servizio personalizzato e di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Tale offerta è calibrata in modo particolare per l’automobilista esperto e prudente che guida da molti anni senza incidenti e che rappresenta la maggioranza degli assicurati italiani. Grazie ad un’attenta politica di personalizzazione delle tariffe, infatti, LINEAR offre ai propri clienti risparmi fino al 40% rispetto alle tariffe medie del mercato tradizionale. Attraverso Internet, inoltre, è possibile beneficiare di un ulteriore risparmio del 3% (sulle tariffe RCA). Sul sito www.linear.it è possibile calcolare un preventivo ed acquistare polizze per autovetture, motocicli e ciclomotori, nonché ottenere un preventivo per tutti i veicoli soggetti all’obbligo della copertura RCA. Attraverso il sito si può anche visualizzare e gestire tutte le proprie pratiche, dai preventivi calcolati ai contratti stipulati, e accedere ad altri servizi riservati ai propri clienti. Nella centrale operativa di Linear lavorano attualmente circa 250 consulenti, che gestiscono lo svolgimento di tutte le operazioni necessarie per trasformare un preventivo in polizza e di gestire il rapporto con il Cliente successivamente alla firma del contratto.
Inoltre la polizza Linear garantisce l’assistenza stradale al veicolo. Altre garanzie offerte sono la tutela giudiziaria, gl’infortuni del conducente ed altre protezioni che si possono acquistare per una polizza a copertura completa.
Negli ultimi cinque anni il costo dell’ assicurazione auto è sceso dell’ 1,15% nel 2005, dello 0,8% nel 2006, del 2,7% nel 2007, del 3,6% nel 2008 e del 3,9% nel 2009. «Il sistema Rc auto in Italia», ha detto il presidente dell’ Ania, «presenta anomalie strutturali. Se non risolte in tempi brevi, queste anomalie potrebbero determinare una dinamica progressiva di crescita dei costi e dei prezzi, innestando una spirale pericolosissima». Immediata la replica:  «I numeri forniti dall’ Ania relativi alle tariffe Rc auto, sono utili solo per tentare la fortuna e giocare al Superenalotto», ha commentato,  il presidente di una delle più note associazione dei consumatori come il Codacons.   


L’ Ania parla di riduzione del 20% in 5 anni. Le associazione dei consumatori contestano e dicono: costi +25-30%. Continua così la battaglia mediatica tra le assicurazioni e il mondo dei consumatori. Secondo le prime, il prezzo medio della Rc auto, al netto dell’ inflazione (pari nel periodo al 10,4%), si è ridotto in cinque anni di oltre il 20%. Il dato è stato fornito dal presidente dell’ Ania, Fabio Cerchiai, nel corso di un’ audizione alla commissione industria, commercio e turismo del Senato. Cerchiai ha quindi ricordato che, «a suo tempo, l’ indennizzo diretto, la tabellazione normativa delle invalidità fino al 9%, gli investimenti in sicurezza stradale hanno facilitato il contenimento della dinamica dei costi e permesso, nel quinquennio 2005-2009, una riduzione dell’ 11,8% del prezzo medio pagato dagli assicurati».
«Gli automobilisti italiani sanno bene che le tariffe Rc auto non sono affatto scese negli ultimi anni. Al contrario», ha proseguito il presidente del Codacons, «solo nell’ ultimo anno sono cresciute del 15%, mentre negli ultimi 5 anni (dal 2005 al 2009), l’ incremento complessivo è stato del 45-50% e ha colpito soprattutto neopatentati e automobilisti del Sud.
Parafrasando quello che era il tormentone di un messaggio pubblicitario di qualche anno fa, ci si potrebbe chiedere pensando alla RCA “ma quanto mi costi?” Infatti sono molte le polemiche sul caro RC Auto che hanno raggiunto picchi elevati, man mano che gli assicurati hanno rinnovato le polizze in scadenza. I contendenti ovviamente sono sempre gli stessi, da una parte c’ è l’ ANIA (l’ Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) secondo cui il prezzo delle polizze assicurative per l’ auto è sceso.


Dall’altra ci sono le associazioni dei consumatori che, invece, contestano questa dichiarazione. La questione si è riaccesa con la discesa in campo dell’ Istat che ha diffuso dei dati del comparto relativo alle polizze ed è emerso che negli ultimi cinque anni il prezzo medio dell’ assicurazione RC auto sino al 2009 è aumentato, in media del 2,9%, a fronte di una crescita dello 0,8% dell’ indice generale dei prezzi, mentre l’ANIA nella sua relazione annuale ha dichiarato che si sono ridotto dell’ 11,8%. Un calo che, in particolare, è stato pari al -1,5% nel 2005, al -0,8% nel 2006, al -2,7% nel 2007, fino ad arrivare al -3,9% nel 2009.
L’ ANIA ha dichiarato, inoltre che questi numeri non possono essere avvalorati perché l’ Istituto di statistica nella sua rilevazione calcola la variazione dei prezzi su “profili fissi nel tempo” e perciò non tiene conto di alcuni fattori, quali “gli effetti dei bonus per gli assicurati che non causano sinistri (circa il 92%), gli sconti praticati alla clientela, la cui diffusione e’ aumentata per effetto di una concorrenza tra le imprese sempre più accesa, e per i quali non può essere fissata una misura massima e il fatto che un crescente numero di assicurati cambia ogni anno compagnia alla ricerca del prezzo più conveniente”. Inoltre l’ANIA fa notare che nello studio dell’ Istat mancano gli effetti delle clausole bonus-malus, “misure che – sostiene – impongono impropriamente sconti a determinate categorie di assicurati, in particolare ai componenti della stessa famiglia che acquistano un ulteriore veicolo e a coloro che hanno causato un sinistro in concorso di colpa, ma non ne sono i responsabili principali. Insomma, a questo punto, sembrerebbe, secondo l’ANIA, che le polizze auto siano realmente diminuite. Le associazioni dei consumatori, invece, smentiscono seccamente le argomentazione delle compagnie di Assicurazioni, portando a sostegno delle proprie tesi quanto rilevato dall’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, su un campione che analizza il 67% del mercato (Nord, Centro, Sud), non accenna ad arrestarsi la corsa al rialzo delle polizze RC auto.
Maggiormente penalizzati sono i 50enni che conoscono aumenti a due cifre, che si attestano, in media, al 18%. Per questa fascia di età , gli aumenti più considerevoli si registrano soprattutto per chi si trova in classe 14 ed abita al Sud, con un rincaro medio intorno al 19-20%, e inoltre continuano ad essere scandalose le tariffe per i neopatentati. Così se confrontati tutti i dati, secondo Federconsumatori ed ADUSBEF, dal 1994 ad oggi l’ RC auto ha registrato una crescita del 173%, ben il +18% in più rispetto allo scorso anno. Anche per il Codacons, nell’ ultimo anno nel nostro paese le tariffe RC auto sono aumentate del 15%, e la crescita abnorme del costo delle polizze (175% negli ultimi 15 anni) e’ dimostrata anche dal confronto con altri paesi europei.
Nell’ottobre 2007 nasce, dall’aggregazione delle compagnie Ras, Lloyd Adriatico, e Allianz Subalpina, Allianz S.p.A. con una  posizioni leader  nel settore assicurativo, dei servizi finanziari e del risparmio gestito, con più di 7 milioni di clienti. Ai primi posti nel settore assicurativo italiano per raccolta premi – oltre 11 miliardi di euro nel 2008 – ed è il quinto competitor nel mercato nazionale dell’asset management e il quarto per promotori finanziari, grazie alle competenze di Allianz Global Investors Italia e Allianz Bank Financial Advisors, la banca multicanale del gruppo. Il gruppo Allianz Italia ha circa 6.000 dipendenti, oltre 2.200 promotori finanziari e tre reti di agenzie Allianz Ras, Allianz Lloyd Adriatico e Allianz Subalpina) che raggruppano 2.600 professionisti e circa 20.000 persone sul territorio.


Allianz è presente anche nella vendita diretta di polizze via Internet e call center, attraverso Genialloyd, leader di mercato nella distribuzione. L’area che raccoglie le società che fanno parte del comparto assicurativo del gruppo Allianz S.p.A.  sono: Antoniana Veneta Popolare Vita, CreditRas Assicurazioni,  CreditRas Vita, Genialloyd, L’assicuratrice italiana danni, L’assicuratrice Italiana Vita, L.A. Vita,  RB Vita.
La banca multicanale del gruppo Allianz S.p.A. è Allianz Bank Financial Advisors S.p.A.  che fondata nel 1990,  ha avviato nel 2002, un processo di crescita che l’ha portata ad acquisire le reti di promotori finanziari Dival Ras, Ras Investimenti Sim, Commerzbank Asset Management Italia, BPVi Suisse e Bnl Investimenti. Oggi Allianz Bank Financial Advisors S.p.A. offre una gamma di servizi bancari e finanziari proposti e gestiti attraverso il Call center, il sito internet e una rete di Financial Advisor in tutto il territorio nazionale. Nel 2001 nasce, come private banking, “Investitori SGR”,  per rispondere a esigenze di investimento legate a patrimoni ingenti.  Essa opera attraverso una rete di Private Banker, proponendo portafogli di titoli azionari e obbligazionari personalizzati sui clienti e una linea esclusiva di fondi.
RB Fiduciaria S.p.A. è la società del gruppo Allianz S.p.A. nata nel novembre del 1973 per l’amministrazione di patrimoni fiduciari. Essa propone servizi che comprendono l’amministrazione fiduciaria dei beni conferiti e le attività d’ intestazione fiduciaria sia di contratti di gestione patrimoniale Allianz Bank Financial Advisors S.p.A, sia di altri prodotti gestiti e offerti dal gruppo Allianz S.p.A. (ad esempio i fondi comuni di investimento).
La compagnia di assicurazione Zurich Connect è il nuovo marchio di Zuritel Spa, che vende assicurazioni su internet e via telefono direttamente ai clienti, senza intermediari. Il gruppo di assicurazioni Zurich, inizia la vendita di assicurazioni via telefono in Italia nel 1997 con il nome di Zuritel. Nell’ottobre 2008 cambia il marchio in Zurich Connect.

Dal 1 aprile 2009 la  società  Zuritel S.p.A. ha Sede legale e Direzione in  via Benigno Crespi, 23 – 20159 Milano. Società a socio unico soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Zurich Investments Life S.p.A. Cap. soc. € 38.000.000 i.v.
Zurich Connect è infatti il nome che il Gruppo Zurich ha assegnato ai suoi servizi di vendita assicurativa via telefono ed internet già in Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svizzera.
La compagnia attraverso la capogruppo Zurich Italia esplica altre attività a favori dei:
Lavoratori autonomi che grazie al D.Lgs 252/2005 sulla previdenza complementare hanno ottenuto l’ eliminazione del limite del 12% del reddito per la deducibilità fiscale, per cui hanno uno spazio fiscale più ampio per aumentare la quota prevista di reddito da dedicare alla pensione integrativa ottenendo anche  una riduzione della quota di reddito imponibile indipendentemente dal suo ammontare.
Dipendenti del settore privato hanno due nuove opportunità perchè possono decidere di destinare il loro TFR a una forma di previdenza complementare e possono integrare la previdenza con strumenti differenti da quelli scelti in azienda (es. Piani Individuali Previdenziali) e cogliere tutti i nuovi vantaggi fiscali.
Ha una nuova particolare attenzione verso le piccole e medie imprese / PMI
Destinando il TFR a una forma di previdenza complementare, potranno attivare a favore dei dipendenti Piani Individuali Previdenziali personalizzati, beneficiando dei vantaggi sul costo del lavoro e di ulteriori sgravi. Anche queste categorie (studi professionali, negozianti, condomini, ecc.) devono effettuare, in accordo con i propri lavoratori, la scelta dello strumento previdenziale da utilizzare per la destinazione esplicita del TFR. Destinando il TFR ad una forma di previdenza complementare potranno attivare a favore dei propri dipendenti Piani Individuali Previdenziali personalizzati, beneficiando in proprio dei vantaggi sul costo del lavoro e degli ulteriori sgravi.
Il 12 ottobre 1898 nasce a Genova Alleanza Società di Assicurazioni.  I fondatori sono Evan Mackenzie, Giacomo Castelbolognesi, Enrico Rava e Giuseppe Corradi, tutti esponenti di spicco del mondo della banca e della finanza nazionale e internazionale. Il Ramo Vita rappresenta da subito l’attività più importante della Società che, nei primi anni, opera anche nel Ramo Infortuni e in quello dei Trasporti Marittimi. Gli anni dal  1901 al 1906 rappresentano, dopo lo slancio iniziale, quelli del consolidamento organizzativo di Alleanza. In questa fase Alleanza diventa una realtà  molto affidabile e solida, forte di una rete di 345 tra rappresentanze e agenzie dislocate per lo più nel Regno d’Italia, ma con presenze anche all’estero (Grecia, Turchia, Tunisia, Libia, Malta e Spagna). I vantaggi derivanti dalla forte crescita della raccolta di capitale attorno alle assicurazioni in generale, e a quelle Vita in particolare, aprono all’inizio del secolo, un dibattito sull’opportunità dell’intervento statale nel settore.


Il progetto di nazionalizzazione del ramo vita si materializza con il decreto del 5 agosto 1913,voluto dal Presidente del consiglio  Antonio Giolitti che sancisce la nascita dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) a cui le imprese private, tra cui Alleanza, devono obbligatoriamente cedere il portafoglio Vita. Negli anni ’70,  l’inflazione rende  necessario studiare un prodotto allineato alle nuove realtà dei mercati finanziari. Vengono lanciate le prime polizze miste di tipo rivalutabile che  sono studiate per mantenere le due caratteristiche “storiche” di Alleanza: la rateazione mensile del premio e l’incasso al domicilio dell’assicurato. Il successo di queste polizze si rafforza con la diffusione, nel 1982, della polizza DR (Denaro Rivalutato). Nel 1993 Alleanza acquisisce una partecipazione del 12% nel Banco Ambrosiano Veneto; nel 1994  acquista il controllo ceduto da Generali sulla compagnia La Venezia e sulla Fincral di Venezia per i prodotti finanziari; nel 1995 viene costituita insieme con Assicurazioni Generali la nuova Società Gruppo Generali Immobiliari (Ggi) e nel 1996 nasce Fondi Alleanza, società di gestione del risparmio attiva sui mercati finanziari e specializzata nel settore dei fondi comuni d’investimento.
Dal 1 ottobre 2009 le attività assicurative di Toro Assicurazioni sono state conferite in una nuova compagnia, AlleanzaToro S.p.A., operativa nei rami vita e danni e interamente controllata dal Gruppo Generali. La nuova Compagnia del Gruppo Generali opera nei rami vita e danni attraverso le reti distributive Alleanza, Toro, Lloyd Italico derivanti dall’integrazione delle attività assicurative di Alleanza e Toro, e le Società Augusta Assicurazioni e DAS. Alleanza Toro S.p.A. offre una gamma di prodotti in grado di soddisfare tutte le esigenze assicurative e previdenziali della famiglia, dei professionisti e delle imprese.
Nel campo della previdenza complementare Alleanza Toro si posiziona come quarto operatore sul mercato con un mix distributivo unico che gli permette di gestire bene la fase transitoria della riforma entrata in funzione dal 1 maggio 2007 e offre ai milioni di lavoratori dipendenti del settore privato; ai lavoratori autonomi e liberi professionisti;   e a oltre 4 milioni di aziende una vasta gamma di polizze in grado di soddisfare le loro richieste.  L’integrazione ha permesso di ampliare le competenze e rafforzare l’offerta commerciale. Altra linee assicurative molto interessante per il mercato sono:
Linea Protezione è una garanzia di serenità che permette di: tutelare i propri cari in caso di una prematura scomparsa o proteggersi dall’insorgenza di una malattia grave che potrebbe lasciare situazioni di precarietà economica;
Linea Risparmio + Sicurezza che risponde all’ esigenze di  garantirsi per il futuro un tenore di vita analogo a quello attuale; realizzare un piano di accumulo del risparmio che garantisca una copertura caso morte per i propri cari; finalizzare il risparmio al futuro dei propri figli o dei propri nipoti.
Linea Investimenti che risponde alle esigenze d’investire con lo scopo di una rivalutazione nel tempo del capitale, difendendosi da fenomeni inflazionistici o congiunturali.
Le tariffe RCA sono aumentate in meno di un decennio di circa un 140% a fronte di un aumento dei prezzi al consumo di appena un 39%. Le perdite del 2009 di bilancio  hanno portato le compagnie di assicurazioni a richiedere per il 2010 aumenti medi del 15-20% con punte del 31% per i ciclomotori. Hanno contribuito all’aumento dei costi diversi fattori. 


Il meccanismo  Bonus –Malus è stato spiazzato dal decreto Bersani, che ha consentito qualche risparmio ai neo patentati o agli acquirenti di nuove vetture perché ha permesso di godere condizioni migliori nel pagamento del premio assicurativo. A questo si aggiungono le nuove tabelle di risarcimento dei danni fisici e il normale aumento dei costi di riparazione dei carrozzieri Le compagnie di assicurazioni si sono rifatte effettuando l’aumento dei premi assicurativi per difendere i propri bilanci e per aumentare i fondi di accantonamento per futuri risarcimenti. Altre azioni difensive le compagnie le hanno messo in atto, effettuando nel Sud-Italia numerose  azioni di riorganizzazione, con chiusure di agenzie e conseguente licenziamento di personale, oltre a pesanti azioni di disdette di portafoglio che, visto l’obbligatorietà della garanzia RCA, determinano di fatto la costrizione a cambiare compagnia e intermediario di fiducia (visto che l’attuazione della legge 40/2007 è resa impossibile in quelle aree territoriali), pagando un premio più elevato o usufruendo di garanzie più limitate. Spesso, purtroppo, questo fenomeno alimenta un’altra costosa piaga sociale ed economica del Paese, perché fanno aumentare il numero di cittadini che circolano senza assicurazione. Ne consegue che le categorie maggiormente a rischio, come i pluri sinistrati, i residenti nelle regioni meridionali, i giovani al di sotto dei 25 anni, si vedono applicare tariffe a prezzi proibitivi e comunque al di sopra delle loro capacità economiche. Le categorie virtuose socializzano la mutualità sempre meno nazionale e quando il premio assicurativo supera il livello di sopportabilità sociale, gli assicurati-consumatori sono spinti ad evadere l’obbligo assicurativo, con la conseguenza che vengono a crearsi vaste aree off-limits, nelle quali sarà sempre più pericoloso aprire agenzie, in considerazione del pericolo di subire danni alle cose e peggio ancora alla persona, che non possono essere risarciti da alcuno. Bisogna tener presente che le regioni  meridionali rappresentano in termini di raccolta premi RCAuto, complessivamente circa il 27% del mercato.  Il rapporto sinistri/premi nel ramo RCAuto è aumentato dell’8,3% negli ultimi cinque anni, passando dal (75,4%) del 2003 al (81,7%) del 2008. I sinistri pagati dalle imprese per danni a cose nel 2008 nel ramo RCAuto registrano un aumento del 2,5%, rispetto all’anno precedente, mentre i sinistri con danni alle persone coinvolte in incidenti stradali segnalano un aumento maggiore pari al 5,2% dell’esercizio 2008, rispetto al 2007. Infatti, secondo i dati ANIA, il numero di persone decedute o ferite in incidenti stradali risultano cresciute da 967.431 nel 2007 a 1.057.621 nel 2008, con un aumento del 9,3%. Singolare e significativo che, invece, da fonte ISTAT il numero di persone morte o ferite sulla strada risulti essersi ridotto, da 330.981 del 2007 a 315.470 del 2008, con una diminuzione del 5% circa.  La differenza (tra un aumento del 9,3% ad una riduzione del 5%) dipende dal fatto che i dati ISTAT riguardano danni alla persona rilevati dalla forza pubblica, quelli ANIA rilevano invece lesioni fisiche semplicemente denunciate da chi richiede risarcimento.
E’ possibile che vi siano lesioni effettive e reali anche quando non intervengono a constatarle le forze di polizia, ma che siano di una simile rilevanza numerica lascia indubbiamente perplessi. Così come non trova giustificazione l’aumento della frequenza sinistri che interessa in particolare le regioni meridionali, crescendo in maniera smisurata in determinate province del meridione (Napoli + 21,4%, Vibo Valentia +5,5%, Brindisi +4,2%. Altrettanto significativa l’incidenza che rileva il numero di sinistri con danni alla persona in Italia: incidono per il circa 21% del totale dei sinistri Auto (nelle aree meridionali critiche, l’aliquota sfiora il 50%). A livello europeo si evidenzia che la percentuale dei danni a persone è del 10,3% per la Francia e del 10,1% della Germania (Fonte ANIA) Rilevante sapere che l’85% dei sinistri RCAuto con lesioni alla persona costano al sistema ben 6 miliardi di euro. Se in Italia evitassimo di pagare in maniera spropositata le micro invalidità permanenti, ad esempio quelle dell’1 o del 2% (che rappresentano addirittura il 70% dei danni liquidati per lesioni in RCA), si risparmierebbero 1,5 miliardi di €, ossia si ridurrebbe di ben il 10% l’onere complessivo dei sinistri. Detto in altri termini, si potrebbe evitare un aumento del 10% delle tariffe RC Auto. Intervenire sulle frodi, sulle speculazioni, ridurre il costo sul sistema complessivo, fermare l’aumento delle tariffe RC Auto, limitare l’elusione (ossia coloro che non si assicurano più), per ridurre il costo indiretto che comunque viene spalmato a livello nazionale, tanto sulle tariffe della RC obbligatoria, quanto sul sistema sociale (il fondo nazionale per le vittime della strada e l’assistenza sanitaria pubblica che interviene a spese dei cittadini per chi ha subito un sinistro da auto non assicurata). Favorendo il contenimento della illecita speculazione, si potrà ottenere una contrazione del costo dei sinistri RCAuto, a vantaggio di tutto il settore e dei consumatori, i quali beneficeranno di una diminuzione dei prezzi.
Dall’autunno del 2009 sono numerose  le lamentele giunte alle redazione dei giornali per gli aumenti delle tariffe RCA che le compagnie d’ Assicurazioni richiedono ai propri clienti al momento del rinnovo della polizza. I meccanismi sono diversi, perché al semplice aumento secco della polizza rispetto all’anno precedente del “solo” 10% fa il paio con la scomparsa del “Bonus” in diminuizione che, in mancanza d’incidenti avrebbe dovuto beneficiare la polizza stessa. Finalmente la buona notizia che da qualche giorno l’Antitrust ha avviato un’indagine per  verificare l’andamento dei prezzi e dei costi nel settore delle assicurazioni Rc auto.   


L’indagine, precisa l’Autorità, è stata sollecitata dall’opinione pubblica e da una doverosa necessità di controllare perche i prezzi sono aumentati,  nonostante le riforme effettuate negli ultimi tre anni e ci sarà una approfondita valutazione dell’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, con particolare riguardo all’entrata in vigore della procedura di risarcimento diretto: dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema,  l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata.
Per questo – prosegue l’Antitrust – occorre capire se la riforma, nella sua concreta attuazione, abbia prodotto la necessaria spinta competitiva o se, al contrario, occorrerà introdurre nuovi correttivi per rimuovere eventuali ostacoli alla piena produzione degli attesi effetti concorrenziali. Sarà, particolarmente accurata l’analisi delle diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, delle politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, di copertura o scopertura di aree del territorio nazionale, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, con conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta. La Rc Auto è uno dei settori principali del mercato assicurativo e nel 2009, la raccolta premi ha superato i 17 miliardi di €, con una incidenza del 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo. Secondo i dati Istat, inoltre, nel 2007 ciascuna famiglia ha speso in media, per l’assicurazione dei mezzi di trasporto privati, quasi 1000 € all’anno, pari all’1,2% del PIL. L’auspicio degli automobilisti è di un coordinamento a livello territoriale, nelle operazioni di verifica, anche a posteriori, di tutte quei mini-raggiri fatti ai danni delle Compagnie di Assicurazioni che fanno lievitare i costi degl’incidenti con sopravalutazioni dei danni, di invalidità causate da sinistri stradali, i cosiddetti colpi di frusta che quasi immancabilmente si tramutano in invalidità permanenti. Sono tutte truffe che per andare a segno  hanno bisogno di un sottobosco fatto di periti, autofficine, carrozzieri, medici compiacenti che, per qualche centinaio di euro, scaricano sulla collettività danni sostanziosi e permanenti.
Pochi non sanno dove va esposto  il contrassegno assicurativo, rilasciato dalle compagnie assicurative che dimostra agli operatori della sicurezza stradale di aver ottemperato ai propri doveri di coprirsi  economicamente per eventuali danni causati a terzi da  incidenti stradali,  la cosiddetta  responsabilità civile (RCA). 


Questi pochi sono coloro che incollano il tagliando di forma quadrata nei posti  più disparati, spesso sui  vetri laterali dell’ autoveicolo e qualcuno anche sul lunotto posteriore. Da questo punto di vista  Il Codice della strada non lascia dubbi: l’art. 181 prevede che il contrassegno debba essere esposto “nella parte anteriore o sul vetro parabrezza”.
Questo significa che qualunque altro posto (ad esempio, il vetro laterale posteriore) è sbagliato e viene sanzionato con una multa variabile tra i 23 ed i 92 euro.
Infatti secondo l’art.181 del Codice della Strada, è obbligatorio esporre tale contrassegno “sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli”
Per motoveicoli, secondo l’art.53 del Codice dela Strada, s’intendono tutti quei veicoli a motore a due, tre o quattro ruote; di questa categoria fanno parte i motocicli, che sono definiti nello stesso articolo come veicoli a motore a due ruote adibiti al trasporto di persone (al massimo due). I ciclomotori, invece, sono veicoli a due ruote con caratteristiche specifiche, ben distinte da quelle dei motocicli, come stabilite dall’art 52 del Codice della Strada
Nel trasporto in auto di animali,  un articolo specifico il nr.169 al comma 6 sembra affidare la modalità del trasporto al buon senso del padrone: “è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”.
In breve: possiamo caricare un solo animale in auto e non siamo tenuti a metterlo in un punto preciso dell’abitacolo né in apposite gabbie o dietro reti speciali, l’importante è che non costituisca elemento di disturbo o addirittura di pericolo per la nostra guida.


Ad esempio, se il nostro cane è tranquillo, potrà viaggiare liberamente sul sedile posteriore. Se, invece, dobbiamo trasportare un gatto, è meglio frenare il suo istinto esploratore tenendolo dentro la sua apposita gabbia. In caso di trasporto di 2 o più animali, lo stesso art. 169 permette di farlo, ma ad una precisa condizione: “purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”
Due animali hanno maggiore probabilità di disturbare il guidatore perciò, per la loro e la nostra incolumità, è meglio farli viaggiare comodamente in uno spazio delimitato, tutto per loro. Una volta espletati gli obblighi previsti dal codice della strada, non si deve dimenticare tutto ciò che è necessario a rendere sopportabile il loro viaggio: dall’acqua per dissetarli, alle pause pipì se il tragitto è lungo, alla temperatura dell’abitacolo, ai finestrini chiusi (per evitare otiti o congiuntiviti), e qualunque altro accorgimento vi possa dettare l’amore per i vostri amici a quattro zampe. Ulteriori informazioni si possono ottenere  avvalendosi del servizio che la Polizia di Stato mette a disposizione dei cittadini tramite il sito www.poliziadistato.it/scrivici che si può utilizzare per avere risposte ai propri  dubbi. La maggior parte delle domande poste dai cittadini è riportata anche nelle FAQ del sito.
Polizza (dal latino pollicitatio, promessa) è il nome con cui si designa il contratto di assicurazione, che possono essere obbligatorie o volontarie. Forme assicurative  obbligatorie sono quando il cittadino (o la società di persone o la società di capitali) devono contrarre un’assicurazione, alcune volte potendo anche scegliere con quali società stipulare un contratto di assicurazione obbligatorio (come, ad esempio un’assicurazione di responsabilità civile RCA per la circolazione dei veicoli), altre volte invece esiste l’obbligo di rivolgersi ad un’unica società, tipicamente statale (come, ad esempio,  l’INAIL, Assicurazione Nazionale per l’Assistenza e gl’Infortuni sul Lavoro obbligatoria per la maggior parte dei lavoratori). A fronte dello spostarsi del rischio, dalla persona alla società di assicurazione, la persona paga un importo, chiamato “premio assicurativo”, alla società di assicurazione che si impegna a sopportare un ben identificato rischio fino ad un determinato capitale assicurato o massimale assicurativo. I due termini, capitale assicurato o massimale assicurativo, hanno due significati diversi. 


Il contratto  in generale è la risultante di due volontà, quella di chi avanza la proposta e quella di chi la riceve  L’incontro di due volontà porta alla formulazione del reciproco consenso per la conclusione del contratto (accordo consensuale). A volte è necessario che per il perfezionamento del contratto si consegni una cosa determinata: nei contratti di mutuo, di pegno, di deposito o di comodato.
Requisiti del contratto in generale. L’articolo 1325 del Codice Civile precisa gli elementi essenziali del contratto. La mancanza anche di un solo elemento invalida giuridicamente il contratto. La nullità del contratto è determinata anche dalla causa illecita (art. 1343), da motivi illeciti (art. 1345), dall’illiceità dell’oggetto (art. 1346) o della condizione (art. 1354); dall’impossibilità, dall’indeterminatezza e indeterminabilità dell’oggetto (art. 1346); dalla presenza, dalla violenza materiale o assoluta, dall’inosservanza della forma ecc. Una forma più attenuata d’invalidità del contratto è l’annullabilità, che si presenta per incapacità di agire delle parti e quando la volontà dei contraenti sia viziata da errore, violenza o dolo. In questo caso, il contratto produce i suoi effetti fino a quando non è impugnato; la sentenza costitutiva che ne dichiara l’annullamento ha effetto retroattivo ed obbliga le parti a ripristinare le condizioni, di fatto e di diritto, che esistevano prima della sottoscrizione del contratto annullato. Il contratto è inefficace quando elementi esterni, di fatto, ne impediscono l’applicabilità, così ad esempio: il difetto di procura ai sensi dell’art. 1398 Codice civile, il mancato consenso del creditore ai sensi dell’art. 1406 Codice Civile, un termine non ancora sopraggiunto (come prescritto dall’art. 1184 Codice Civile), la presenza di una condizione sospensiva non ancora verificatasi (cfr. art. 1353 Codice Civile, il difetto di accettazione nella cessione del credito (art. 1294 Codice Civile), il difetto di pubblicità ex art. 2644 Codice Civile, la mancanza di data certa ex art. 2704 Codice Civile.
Il termine
Se per l’adempimento è fissato un termine (art. 1184), questo si presume a favore del debitore, qualora non risulti stabilito a favore del creditore o di entrambi. La norma intende proteggere il debitore,parte contrattuale più debole: infatti, qualora per l’adempimento sia fissato un termine, e questo non risulti esplicitamente stabilito a favore del creditore o di entrambe le parti, nel dubbio esso si presume a favore del debitore.
Le parti contrattuali
Sembrerebbe ovvio che le parti siano: assicurato e assicuratore.
La realtà, come sempre, è un po’ più complessa; quanto all’assicuratore, normalmente in Italia si tratta di una società che, naturalmente, per esercitare questa “industria” è fornita da particolari autorizzazioni governative). Per l’altra parte, è talora necessario distinguere tra:
  • contraente (la persona fisica o giuridica che stipula la polizza);
  • assicurato (la persona fisica o giuridica il cui interesse è protetto dalla polizza);
  • beneficiario (la persona fisica o giuridica destinataria della prestazione cui si obbliga l’assicuratore).
Occorre precisare che, se pure le tre “figure” appena descritte spesso s’identificano in un unico soggetto, è tutt’altro che raro che i vari soggetti siano ben distinti: è ovvio, ad esempio, che nel caso di morte la liquidazione del dovuto avverrà in favore di un soggetto diverso dal deceduto, così come è normale prassi, da parte di chi eroghi un mutuo, richiedere che la polizza assicurativa sul bene “finanziato” vincoli la liquidazione a favore del creditore. Il costo determinato, detto “premio assicurativo” viene calcolato in base alla probabilità che l’evento stesso si verifichi, al grado del danno e alla somma assicurativa.
Dal regolamento dell’ISVAP,  Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private, che è l’Autorità indipendente che vigila nei confronti delle imprese di assicurazione e riassicurazione, degli agenti e dei broker e di tutti gli altri soggetti sottoposti alla legge sulle assicurazioni private, si evincono alcune notizie, che spesso chi sottoscrive un’assicurazione sottovaluta.
In prima nota bisogna ricordare che l’ISVAP ha anche il compito di raccogliere i reclami presentati nei confronti delle imprese assicurative, di agevolare la corretta esecuzione dei contratti e di facilitare la soluzione delle questioni che gli vengono sottoposte intervenendo nei confronti dei soggetti vigilati.
In seconda nota bisogna ricordare che la compagnia (come anche l’assicurato) è libera di dare disdetta alla scadenza annuale, ma è obbligata a dare una nuova copertura se il contraente, dopo aver ricevuto la disdetta, chieda di assicurarsi nuovamente presso di essa.
Prima di sottoscrivere un contratto r.c. auto, bisogna bene sapere che le coperture RCA non sono tutte uguali e che presso le sedi delle società e con rapide consultazioni dei relativi siti internet,  sono pubblicate le note informative e le condizioni contrattuali, più adatte alle proprie esigenze. La valutazione della convenienza del prodotto deve tener conto non solo del premio di tariffa, ma anche dei massimali di garanzia r.c. auto e delle condizioni contrattuali, con particolare riferimento alle clausole di franchigia, esclusione e rivalsa.
Prestare  attenzione alle garanzie accessorie alla r.c. auto quali le garanzie incendio, furto, atti vandalici, tutela giudiziaria, assistenza, ecc., che sono oggetto di tariffazione e tassazione separate dalla RCA, anche se solitamente prestate insieme ad essa. Qualora previste, è facoltà dell’assicuratore inserire nella
comunicazione che deve trasmettere al contraente almeno 30 giorni prima della scadenza annuale del contratto, una tabella riportante le garanzie accessorie (Furto, Incendio, Cristalli, Assistenza) con indicazione per ognuna di esse del premio e del massimale relativi sia all’annualità precedente che all’annualità in corso.
Il contraente della polizza può essere una persona diversa dal proprietario del veicolo assicurato,ma bisogna ricordare che comunque  la classe di bonus-malus indicata sull’attestato si riferisce al proprietario del veicolo e non al contraente. Il contraente può essere diverso da un’ annualità all’altra e può utilizzare la classe bonus-malus del proprietario del veicolo, purché questi rimanga invariato.
Pro-memoria per il bonus-malus che è  il sistema prevalente di tariffa utilizzato per autovetture, motocicli e ciclomotori, dove la variazione in aumento o in diminuzione del premio ad ogni scadenza annuale è correlata alla condotta di guida del proprietario nel tempo, mediante l’assegnazione del contratto ad una categoria (classe di merito) che migliora in assenza e peggiora in presenza di sinistri provocati anche solo in concorso di colpa, durante un periodo di tempo denominato “periodo di osservazione”. In caso di polizza stipulata per la prima annualità, il periodo di osservazione inizia dal giorno della decorrenza della copertura e termina sessanta giorni prima della scadenza annuale. Per le annualità successive (quindi in caso di rinnovo presso lo stesso assicuratore) il periodo di osservazione inizia due mesi prima della decorrenza del rinnovo e termina due mesi prima della scadenza annuale. L’evoluzione della classe di merito avviene in base a una scala di valutazione elaborata autonomamente da ciascuna compagnia (cd. Classi di merito “interne”). Al fine di garantire comparabilità tra i diversi sistemi adottati dalle imprese l’ISVAP ha istituito la classe di merito di conversione universale – CU ed ha prescritto che l’attestato di rischio indichi entrambe le classi di merito, quella “interna” e la corrispondente classe di conversione universale – CU.
Il veicolo assicurato per la prima volta dopo l’immatricolazione o dopo il passaggio di proprietà (voltura al PRA, acquisto per i ciclomotori), è assegnato alla classe di conversione CU 14. Se però il passaggio di proprietà avviene tra coniugi in comunione di beni o da una pluralità di intestatari ad uno soltanto di essi, l’assicuratore (lo stesso o anche un altro) è tenuto a riconoscere la classe CU già maturata sul veicolo.
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