Secondo  Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania “La spesa media degli italiani per le polizze Rc auto in realtà è cresciuta del 4,5% nel 2010 e del 5% nei primi sei mesi del 2011″.
Questa è stata la risposta data al TG1, alle accuse che l’aumento delle polizze RCA sarebbe stata in alcuni casi e in alcune regioni del Sud, Campania in testa, anche del 36%.
I casi più eclatanti avvengono quando le stesse compagnie assicuratrici disdettano le polizze anche in non presenza di sinistri, rioffrendo ai clienti la stessa polizza a prezzi aumentati. Comportamento legale, ma che tuttavia lascia perplessi la maggioranza degli assicurati.


La ricetta del Presidente dell’Ania per far scendere i prezzi delle polizze è che occorre intervenire soprattutto nella ricerca di una nuova disciplina delle microinvalidità in linea con quella europea che non prevede riconoscimenti d’invalidità permanente per i piccoli colpi di frusta; una tabella per le invalidità gravi decisa dal legislatore su base di equità e unica su tutto il territorio nazionale; una revisione del sistema bonus malus ripristinando la disciplina in vigore prima delle leggi del 2007″.
Altro problema che incide sui costi delle polizze  è quello delle frodi, che rappresentano “mediamente il 3% dei sinistri dell’intero territorio nazionale con punte del 10%-12% in alcune regioni, come la Campania e le Puglie”. Per quanto attiene alle critiche dell’Antitrust sul mancato funzionamento dell’indennizzo diretto, Cerchiai ha rilevato che in realtà questo sistema ha “contribuito efficacemente a migliorare il servizio riducendo i tempi di liquidazione ed aumentando così la soddisfazione dell’assicurato danneggiato.
Minore impatto ha avuto, sul contenimento dei premi, dove comunque è servito ad eliminare spese legali improprie nella fase di liquidazione amichevole dei sinistri.
Fonte: assicurazioneblog

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